Villaggio Alpino T C I Boarezzo Varese

Villaggio Alpino T C I Boarezzo Varese

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Il villaggio dei piccoli orfani nato dalle ceneri di Caporetto
Edificato dopo la Grande Guerra dal Touring Club, si trova oggi in uno stato di abbandono. Hanno passato qui le vacanze intere generazioni di bambini Si parla di Caporetto, la più grave disfatta nella storia dell’esercito italiano, battaglia che ebbe inizio il 24 ottobre 1917.Ma non tutti sanno che qui, in provincia di Varese, questo nome strappato rapidamente dalla geografia e approdato alla lingua per indicare il disastro, fu in realtà luce di vita per migliaia e migliaia di bambini rimasti orfani proprio a causa di quella tragica guerra.

Il Touring Club Italiano, infatti, aveva raccolto dopo la disfatta un milione di lire per recapitare pacchi dono ai soldati italiani quando “dopo Caporetto si sentì più vivo il bisogno di operare un collegamento affettuoso tra la nazione che lavorava alla resistenza e l’esercito che della resistenza era il fiero e poderoso eroico strumento”*.

Bene, di questo milione avanzarono 70.000 lire, che il Touring decise di investire per realizzare un villaggio alpino a misura di bambino e destinato al soggiorno estivo dei piccoli rimasti orfani di guerra. Un fatto che, sentimentalismi a parte, dà il metro di quanto questo evento a noi oggi lontano, la guerra, avesse colpito nel profondo l’intero Paese, tanto da dover dare per scontato l’interesse della collettività per questi piccoli rimasti senza genitori.In tre anni vennero realizzati gran parte degli edifici e il villaggio venne inaugurato nel 1921, con una cerimonia semplice a salutare la costruzione di immobili in uno stile che ricorda l’art nouveau.

I primi 50 ospiti già quell’estate rimasero in vacanza, tra i quasi 1000 metri di montagna della Valganna, immersi nel silenzio e nella natura, tra esercizi di ginnastica, idroterapia, alzabandiera, giochi e corse infinite nei boschi. Più tardi, negli anni, il villaggio si ampliò e venne attrezzato per accogliere i bambini anche nella stagione invernale e per un periodo di alcuni mesi.
Immaginarsi questi bimbi d’estate, quasi spensierati a godersi il fresco, o a giocare a palle di neve durante le lunghe e potenti nevicate di queste parti non ha prezzo.Alla stazione della tranvia di Ghirla, quando arrivavano i chiassosi vagoni carichi di bambini da Milano, era festa grande.

I piccoli andavano a scuola e seguivano qui regolari lezioni così da non perdere l’anno; era presente anche una chiesetta, e di fatto il villaggio era un vero e proprio paese autonomo, con strade e piazza, con tanto di fontana.Ma i tempi cambiarono. Passò anche la Seconda Guerra Mondiale, e il periodo delle “colonie” finì. Di fatto il villaggio rimase inutilizzato a partire dagli anni ‘80 e da alcuni anni è privo di custode. Tempo fa si sparse la voce che il Touring Club aveva messo in vendita l’intero complesso per un milione e mezzo di euro.
Leggenda urbana,edifici abbandonati,lasciati a se stessi,le indagini sono condotte senza asportare,imbrattare,provocare danni. Urban legend, abandoned buildings, left to themselves, the surveys are conducted without remove, deface, damage.
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