Ex-Convento Cicognini abbandonato - Attività Paranormali
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Ex-Convento Cicognini abbandonato - Attività Paranormali

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Description

Il complesso di Villa delle Sacca si trova nel comune di Prato; è un ex monastero della prima metà del XIII secolo dove fu ritrovato il famoso polittico di Lorenzo Monaco recentemente restaurato.L'insediamento è formato da un'ala trasversale che costituisce il primitivo convento con resti di strutture in alberese e tracce di aperture medievali. Si nota anche l'ex chiesa con cappella addossata. Fu restaurata in parte negli anni settanta del Novecento.
Si trova sulla collina di Spazzavento ed è in completo stato di degrado nonostante sia una struttura ricca di storia. Risale al 1276 la probabile fondazione del Monastero di S. Maria a Gamberondoli, e le monache, che erano dette anche "le insaccate", l'abitarono fino al 1390, quando lasciarono il Monastero e si trasferirono a Prato a Porta S.Giovanni. Nel 1406 i Monaci olivetani ereditarono da un certo Messer Bartolomeo De' Franceschi da Pistoia e acquistarono, per 410 fiorini d'oro, il Monastero dalle donne di S. Margherita delle Sacca e iniziarono vari lavori al Monastero ed alla chiesa che proseguirono fino al 1411. Nel 1429, oltre che proseguire i lavori di arredo e di sistemazione della divenuta Badia di Monte UIiveto si realizza il coro della chiesa. Dal 1545 al 1552 vengono effettuati lavori di sistemazione agli annessi agricoli. E nel 1588 si registra un pagamento a Gianfranco Cottoli da Settignano per la realizzazione di una cappella nel Monastero che ora si chiama "Monastero di S. Bartolomeo delle Sacca". Nel 1635 opere di imbiancatura alla loggia in volta. Nel 1640 si eseguono vari lavori nello "spizio". Nel 1709 il chiostro risulta assai malandato e bisognoso di restauri. Per tutto il XVIII secolo proseguono lavori vari di manutenzione ed adeguamento del convento e della chiesa. Quando il 26/6/1775 il Granduca Leopoldo dona al R. Convitto Cicognini i beni dell'Abbazia dei Monaci Olivetani di S. Bartolomeo delle Sacca, il loro monastero viene trasformato in sede di villeggiatura per i collegiali. I monaci lasciano un interessante "Codice Olivetano delle Sacca". Contiene prevalentemente contratti di compere fatte dal Monastero, ma lasciano comunque intravedere la vita alacre e serena che i monaci vi conducevano. Tra l'altro il "Codice Olivetano delle Sacca" era in possesso del Comune di Prato; ma questo con deliberazione 10/11/1910 lo permuta con un quadro di S. Antonio (pittura in legno dolce che si suppone opera di Filippo Lippi) posseduto dal Convitto Cicognini. Dai documenti conservati presso l'Archivio storico del Cicognini di Prato emerge inoltre la fervida attività agricola che si conduceva in quell'epoca sui territori intorno alla Villa Le Sacca. Nel 1775 si ha una notevole raccolta dell'olio dai poderi Monsanti -- Belvedere -- Colombaia - S. Lucia - Torcicoda (poderi tutti facenti parte del possesso del Monastero di S. Bartolomeo delle Sacca e poi naturalmente passati al Collegio Cicognini). Da un estratto dalla raccolta dalla Fattoria Le Sacca e dai poderi annessi dal 6/2/1781 al 5/2/1782 sappiamo che le specie agricole coltivate sono: grano, segalato, fave, vecce, orzola, vena gentile e canapa dal podere Colombaia. Dal 1776 iniziano i lavori per adattare il Monastero alla nuova destinazione e si hanno sostanziali modificazioni: il chiostro viene abbattuto, viene costruita la "scala grande".Alcuni degli ospiti della residenza estiva del Convitto Cicognini, poi diverranno uomini illustri. Gabriele D'Annunzio arrivò al Cicognini di Prato il 1º gennaio 1874 e ripartì nel luglio del 1881, anno nel quale si trasferì a Roma. La Villa Le Sacca vide le estati della sua fanciullezza. Sappiamo che come convittore era piuttosto indiscplinato e chissà quante allegre scorribande, giochi, scherzi, saranno avvenuti nella Villa Le Sacca e negli agresti dintorni del Monteferrato. Probabilmente questi luoghi, i suoni che provenivano dall'ambiente circostante lo ispiravano, e gli faranno poi scrivere ne "":
« "... Il volo della rondine si faceva sempre più basso. Dalla parte del Monteferrato veniva un rombo rotto come se le macine di granito ed i massi di serpentino rotolassero e precipitassero!". »
(Il Compagno dagli occhi senza cigli, Gabriele D'Annunzio)
Il tempo e l'incuria fanno poi il resto e nel 1965 la Villa le Sacca ha urgenti necessità di lavori di restauro dopo che ha cessato di essere utilizzata anche dal Collegio Cicognini. Nel 1966 il Rettore del Collegio Cicoghini richiede l'autorizzazione al Ministero della Pubblica Istruzione per l'alienazione della Villa, che viene concessa il 24/3/1967. E sulla Villa ricade il silenzio e l'abbandono. Nel 1976 fa parlare di sé ma per una serie di atti vandalici che distruggono varie parti dell'edificio, che già si sta degradando notevolmente.

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